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Il tradimento in Luisa.
août 1st, 2011 by Théatre des lucioles

Lettera di Leslie Kaplan
dopo una prova di « Luisa è pazza »
febbraio 2011

[Traduzione : Gabriella Rammairone]

a proposito del tradimento
in « Luisa è pazza »

Ripensando a questa storia del tradimento, il filo è: che cos’è, parlare? mi ascolti o no ? non mi capisci, quindi mi tradisci.
Il tradimento è: non vuoi ascoltarmi, capirmi…
Anche continuo a parlare… non serve a nulla
Il tradimento incombe sulle parole
parole vuote, dogmatiche, assertive, che vogliono avere l’ultima parola: le parole che non tengono conto dell’altro. Ecco in che senso tradiscono: negano il senso stesso del parlare che è quello di rivolgersi all’altro.
le parole corrono sempre su un filo, questo filo.
ci può sempre essere un malinteso, in senso stretto: non mi capisci, non vuoi capirmi, non puoi capirmi, ecc..
chi prende la parola si espone, si espone a un rischio: il rischio che l’altro non lo ascolti.
allora può anche avere una strategia, cioè anticipare il non ascolto, decidere di non rivolgersi nemmeno all’altro, parlare a se stesso senza attendere una risposta, parlare vuoto, dogmatico, assertivo, parlare per chiudere, per avere l’ultima parola, ecc..
la possibilità del tradimento è sempre presente, puoi sempre non capirmi, che sia su Marcello, o Aureliano, o su qualunque altra cosa, la questione è: la fiducia, la « buona fede » (lo dice Lacan, per inciso) nelle parole dell’altro.
se penso che l’altro mi mente necessariamente non posso parlare
corro il rischio di credere alla buona fede dell’altro…
quindi le due donne in scena esplorano quello che c’è nel linguaggio (fino a Dio…), esplorano anche ciò che il linguaggio denomina, la città, la metro, « vincere », gli scarafaggi.. ma rimane la domanda: mi ascolti o no ? Mi capisci o no ?

La questione della parola, e del tradimento della parola, esiste anche nella società in generale: abbiamo fiducia in ciò che dice « il potere » o no, come ci parla, vero o no, vuoto o no, luoghi comuni o no, ci prende per scemi o no, ci ascolta, possiamo parlare o no, come, ecc..
L’oppressione, la menzogna, questo può durare… dura…. fino alla rivoluzione…. La rivoluzione che scatena un dettaglio, che comincia così… in modo imprevedibile… ma che parte sempre dalla sensazione che il patto di fiducia, il contratto sociale, sia stato infranto…


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