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La follia riguarda tutti.
août 1st, 2011 by Théatre des lucioles

La follia riguarda tutti
pubblicato nel giornale Libération il 14 marzo 2011

[Traduzione : Gabriella Rammairone]

La follia riguarda tutti.
Può essere pazzo un operaio, e anche il padrone, ovviamente. Una donna può essere folle, un uomo, poi, non ne parliamo nemmeno. Un amministratore, un banchiere, un impiegato, un artista, anche loro possono essere matti. Quanto agli uomini politici: nessuno ne dubita (e qui vediamo l’immagine di Gheddafi, che ne racchiude molte altre, molte altre). Un neonato può essere matto, un adolescente, una donna di trenta anni, un uomo molto anziano, un moribondo.
La follia attraversa tutta la società.

Vuol forse dire che la follia è un virus che si passa, che si trasmette? Provano a farci paura proponendo definizioni che vengono agitate come spauracchi, del tipo: « schizofrenico pericoloso ». Ma la follia è un possibile di ogni essere umano, e bisogna prendere le parole sul serio. È «folle» chi «non è normale», e in tal caso c’è da chiedersi: cos’è «normale»? Che vuol dire, vivere normalmente? Accettare la realtà? Quale realtà bisogna accettare? Fino a che punto bisogna accettare la realtà? Voler cambiare la realtà significa essere matti? Per Freud, la salute mentale è essere abbastanza nevrotici da tener conto della realtà e abbastanza psicotici da volerla trasformare.

Insomma, la follia riguarda la società nel suo complesso e ciascuno di noi in particolare. La democrazia è un regime in cui la norma può essere continuamente discussa, rimessa in questione; è un regime che, in teoria, riconosce i conflitti e, sempre in teoria, ne consente l’elaborazione. Il conflitto si accompagna sempre a un po’ di ansia e si può rifiutare il conflitto per paura dell’ansia. Ma a quel punto si sceglie: zero ansia (almeno è quello che si crede), zero rischi, zero pensiero, zero vita. E sotto la calma piatta, la violenza dell’ordine, di ciò che sembra normale (a chi?) in un momento dato (quale?). È normale far lavorare i bambini? lavorare 50 ore? lavorare alla catena di montaggio?

E la democrazia è sempre gravemente minacciata dall’adesione cieca alla norma, dal conformismo, dalla convenzione. È una minaccia reale perché c’è una reale possibilità di distruzione: non abbiamo scelta, dobbiamo pensare, agire, in un determinato modo e non in un altro, e soprattutto dobbiamo evitare di pensare e fare alcunché. Zero conflitti, zero vita.

Il conformismo è un modo di interiorizzare la repressione e la paura. Big Brother ci sorveglia, e noi siamo d’accordo.

E il conformismo si accompagna sempre a una visione naturalistica, deterministica, esplicativa, definitiva, chiusa. Siamo così o colà perché: la famiglia, la categoria sociale, i geni, la biochimica.

Ma non esiste una «natura» umana; prendere sul serio l’essere umano significa tener conto del possibile, della follia, significa prendere sul serio il fatto che alcuni vedano dei giganti lì dove altri vedono solo mulini a vento, che alcuni vedano una balena bianca lì dove altri non vedono nulla, che alcuni vedano uno scarafaggio invece del figlio… o delle ninfee in cielo… o dei cieli di tutti i colori, ecc…, ecc.

La risposta a queste «follie» può essere -e lo è stata spesso-: il ridicolo, il fuoco, il rogo, la reclusione, l’operazione, la lobotomia, la camicia di forza, l’abbandono puro e semplice.

Il collettivo dei 39 contre la nuit sécuritaire lanciano un appello a manifestare il 15 marzo contro un progetto di legge che va nel senso della repressione, dell’interiorizzazione della norma, della rinuncia alla follia come dimensione umana.

Noi ci saremo.

Leslie Kaplan


One Response  
  • itailor camicie su misura writes:
    juillet 16th, 201217:12at

    Scriviamo di più, questo è tutto quello che ho da dire.

    Letteralmente, sembra come se invocato il movie every rendere
    il vostro punto. È chiaramente sai quello che stai
    parlando, perché buttare by way of la vostra intelligenza su un solo
    postare online video sul tuo sito quando quand potrebbe darci qualcosa di illuminante
    fast leggere?


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